Perdono Dono Per…Te

Perdono secondo Buddha

PerDono, Dono Per…TE!

Regalati la Libertà e la Leggerezza di non sentirti più legata a qualcosa di passato. Regalati, donati, cara Anima che leggi, la Libertà di poter volare come un’Aquila nei cieli Splendidi e Azzurri dell’Immensità dell’Amore Infinito che hai dentro.

 

Nofrius

l’Ottimismo Futuribile

E’ meglio essere ottimisti ed avere torto piuttosto che pessimisti ed avere ragione.

(Albert Einstein )

L’Ottimismo Futuribile

Mi Piace Raccontatela Giusta

Quante volte abbiamo paura degli eventi futuri che poi non si verificano ?

Quante volte abbiamo paura di cose che sembrano peggiorare

il nostro stato, ma poi non lo  fanno ?

Quante volte abbiamo paura per cose che non esistono

in altro luogo che nella nostra mente, che incessantemente mente ?

Come quando si teme il lunedì già dalla domenica sera,

e non ci si gode la giornata libera.

Come quando scopriamo che e’ finito e’ chiuso il nostro fast food preferito,

e ne troviamo un’altro nuovo ed interessante .

Come quando un piccolo contrattempo al posto di farci arrivare in ritardo

ci fa fare un incontro piacevole.

Un piccolo avvenimento domestico, come accorgersi che è finita

la schiuma da barba, proprio quando è ora di raderla, ad esempio,

può scatenare, in un soggetto ansioso, un panico o una rabbia esagerata !

Magari poi, dopo essersi immaginati dissanguati o sfigurati  🙂 a causa

della mancanza di emoliente, si pensa che un semplice sapone

possa essere un buon sostituto.

Dopo aver fatto la barba si nota che il risultato e’ sicuramente migliore

di quello previsto all’inizio! E senza traumi 🙂

Inserisci pure tu nei commenti il tuo esempio di un’evento

che si è rivelato migliore del previsto.Ti servirà !!!Credimi!!!

Perché quando penserai a queste “sorprese” positive, ti verranno in mente tanti esempi,e così facendo allenerai la mente a cercare cose positive!

Piccole cose, piccoli esempi.

Ma, d’altro canto cos’è la vita che non un’insieme di piccoli eventi quotidiani ?!

Esiste la possibilità  che le cose tendano ad andare verso il meglio

anche quando non sembra che sia cosi’.

Noi attiriamo quello a cui pensiamo, ma se stiamo attenti alle “coincidenze” si possono osservare miglioramenti inaspettati.

Sarebbe bello essere convinti che tutto va per il meglio e tende a migliorare, vero ?

Allora perché non farlo ? Non ci sono controindicazioni, ma solo benefici.

Le paure sul futuro quasi sempre sono sopravvalutate e sbagliate

Quindi la prossima volta che ti trovi davanti ad un cambiamento

inatteso, prova a  credere che possa darti qualcosa di bello, anziché togliertelo !

La prossima volta che sei in aspetti il verificarsi di un’evento, cerca cosa di bello potrebbe darti, perché qualcosa la troverai comunque, e la paura di quella cosa,

difficilmente sara’ cosi’ brutta come la immaginavi.

Pensare che possa nascondere una cosa positiva male non farà .

L’Ottimismo futuribile e’ questo : pensare che il futuro sia positivo e

che riservi, meno male del previsto .

Se ti è piaciuto, anche solo un po’ 😉 questo articolo, clicca “mi piace” e racconta nei commenti il tuo esempio di Ottimismo Futuribile in azione.

 

Nofrius

Ricorda che tutto passerà

Salve Anima che leggi,

condivido con te questo bel Racconto tratto dal bellissimo libro di                      Jorge Bucay, “Lascia che ti Racconti: Storie per imparare vivere”.

Che la tua Luce sia ancora più in Luce.

 

Re che se la Racconta Giusta

 

Il re ciclotimico

Quando iniziai a parlare, mi accorsi di avere pigiato sul
pedale dell’acceleratore. Mi sentivo euforico. A mano a
mano che parlavo con Jorge, mi rendevo conto di tutte le
cose che avevo fatto durante la settimana.
Come mi era già successo, mi sentivo un Superman
trionfante, un innamorato della vita. Raccontavo al gordo
i miei progetti per i giorni successivi e mi sentivo carico
di forza e di energia.
Il gordo si sedette allegramente, aveva un’aria di
complicità.
Come sempre, avevo la sensazione che quell’uomo mi
accompagnasse in tutti in miei stati d’animo, di qualsiasi
tipo essi fossero. Condividere quell’allegria con Jorge era
un motivo di più per essere felice. Tutto mi riusciva bene
e non la smettevo di fare progetti. Non mi sarebbero
bastate due vite per portare a termine tutte le azioni che
volevo intraprendere.
«Ti racconto una storia?» disse.
Riconosco che dovetti fare uno sforzo, però tacqui.

C’era un volta un re molto potente che regnava in un paese lontano. Era un
buon re, ma aveva un problema: era un re con due personalità.
C’erano giorni in cui si svegliava esultante, euforico, felice. Fin dal mattino
quelle giornate gli parevano meravigliose. I giardini del suo palazzo gli
sembravano più belli. I servitori, per chissà quale fenomeno, diventavano
gentili ed efficienti. Durante la colazione ribadiva che nel suo regno si
producevano le migliori farine, e si raccoglievano i frutti migliori.
In quei giorni il re riduceva le imposte, distribuiva le ricchezze, concedeva
favori e legiferava per la pace e il benessere degli anziani. In quei giorni il
re soddisfaceva tutte le richieste che gli venivano rivolte da sudditi e amici.
Ma purtroppo esistevano anche giorni diversi.
Erano le giornate nere. Già al mattino si rendeva conto che avrebbe voluto
dormire un po’ di più. Ma quando se ne accorgeva ormai era troppo tardi e
il sonno se n’era andato. Per quanti sforzi facesse, non riusciva a capire
come mai i suoi servitori fossero così di cattivo umore, e non lo riverissero
come si deve. Il sole gli dava ancora più fastidio della pioggia. Il cibo era
tiepido e il caffè troppo freddo. L’idea di ricevere visite nel suo gabinetto
gli dava il mal di testa.
In quei giorni, il re pensava agli impegni presi in altri tempi ed era
spaventato al pensiero di doverli mantenere. Erano i giorni in cui il re
aumentava le imposte, confiscava terreni, imprigionava gli oppositori…
Timoroso del presente e del futuro, perseguitato dagli errori del passato, in
quei giorni legiferava contro il suo popolo e la parola che usava di più era
«no».
Consapevole dei problemi occasionati dai suoi cambiamenti d’umore, il re
convocò tutti i sapienti, i maghi e i consiglieri del regno.
«Signori» disse loro «tutti conoscete i miei mutamenti d’animo. Tutti hanno
tratto beneficio dalle mie crisi euforiche e hanno dovuto subire le mie ire.
Ma chi soffre di più sono io, perché ogni giorno devo disfare quello che ho
fatto in un altro momento, quando vedevo le cose in un modo diverso.
Signori, ho bisogno che lavoriate insieme per trovare un rimedio, sia
bevanda sia formula magica, che mi impedisca di essere così assurdamente
ottimista da non esser consapevole dei rischi, e così ridicolmente pessimista
da opprimere e danneggiare chi amo.»
I sapienti accettarono la sfida e per diverse settimane lavorarono al
problema del re. Eppure nessuna alchimia, nessuna stregoneria e nessun
tipo di erba riuscirono a dare una risposta al problema.
Allora i consiglieri si presentarono al cospetto del re e confessarono il loro
fallimento.

Quella notte il re pianse.
La mattina seguente, un bizzarro visitatore chiese udienza. Era uno strano
tipo dalla carnagione scura, e indossava una tunica logora che un tempo
doveva essere stata bianca.
«Maestà» disse l’uomo facendo una riverenza «nel luogo da dove provengo
si parla dei tuoi mali e del tuo dolore. Sono venuto qui a portarti il
rimedio.» E chinando la testa porse al re un cofanetto di cuoio. Il re,
sorpreso e speranzoso, lo aprì e frugò nel cofanetto. Dentro c’era soltanto
un anello d’argento. «Grazie» disse il re in preda all’entusiasmo. «È un
anello magico?»
«Certamente» rispose il viaggiatore «ma non basta portarlo al dito perché la
sua magia faccia effetto… Ogni mattina, quando ti alzi, dovrai leggere
l’iscrizione incisa sull’anello, e ricordare quelle parole ogni volta che vedrai
l’anello al tuo dito.»
Il re prese l’anello e lesse ad alta voce:
«Devi sapere che anche questo passerà».

Quanto siamo Esseri Buffi quando crediamo che ogni cosa sia permanente e definitiva?